Da qualche giorno non si parla d’ altro, solo di questo Seeder Entropy Random Generator…
Ma in definitiva che cos’ è ??? Apporta benefici ??? Vale la pena averlo ??? …Facciamo chiarezza.
Google ha lavorato molto bene sotto il punto di vista dell’ ottimizzazione del proprio OS Android, rendendolo “morbido” su più hardware possibili (anche quelli non proprio potenti) e questa sensazione la si sente maggiormente dall’ avvento di Jelly Bean 4.2 grazie al suo effetto “burro” ma, non tutto è perfetto al mondo e qualche micro-lag lo si ha ancora inevitabilmente.
Spero sappiate che il robottino verde si muove grazie ad una Java Virtual Machine (o JVM) – presente all’ interno dei dispositivi - che, sfrutta una serie di parametri generati in modo random che prendono il nome proprio di entropy pool, e trovano posto all’ interno della cartella /dev/random. Sin quando questi dati ci stanno il sistema non ne risente, il problema vi è quando questi mancano e vanno quindi creati in tempo zero (al momento cioè) – parliamo di nano secondi (frazioni di secondi, stringendo) durante i quali in nostro occhio percepisce i famosi lag
Seeder Entropy Random Generator nasce in primis per portare benefici all’ interno dei giochi ma ora pare abbia avuto nuova vita dalla pubblicità fatta su xda dallo sviluppatore lambgx02, che si è “inventato” un metodo per generare delle nuove chiavi (da inserire nella famosa cartella) ad intervalli di tempo inferiori, ad una velocità 5 volte maggiore, evitando così quei fastidiosi lag di sistema.
Tutto bello, funziona, non sembra solo un effetto placebo, miracolo …non per tutti però.
Ricardo Cerqueira, tra i più importanti sviluppatori del team CyanogenMod, si è espresso in maniera molto dura a riguardo, chiarendo per l’ appunto che tutte le applicazioni da noi usate non richiedono i dati presenti all’ interno della famosa cartella quindi non serve alcuna “spinta esterna”. Anzi, l’ uso di questo hack pare sia forse “dannoso” (o meglio sconsigliato), visto che in alcuni dispositivi viene tenuta la CPU sempre a frequenze maggiori, ignorando così il normale scheduling.
Di seguito un estratto delle sue parole:
I soli ad usare /dev/random sono le libcrypto (usate per le operazioni di crittografia come connessioni SSL, generazione di chiavi SSH eccetera), la wpa_supplicant/hostpad (per generare chiavi WEP/WPA in modalità access point) e le librerie che generano randomicamente gli ID di partizione quando si esegue una formattazione in ext2/ext3/ext4. Nessuno di questi tre si trova nel path delle applicazioni, quindi riempire /dev/random prelevando i dati da /dev/urandom non fa altro che rendere i dati meno random.
Continuano quindi i pareri discordanti nel mondo dei “sapientoni”, che potete seguire quì…
NexusArenA.iT dove la pure Google Experience entra in scena


